La luce filtra attraverso il pizzo della tenda.
L'ho scelta per questo.
Anche il caldo color ecrù è stata una mia scelta. Uno dei colori che più amo. Grezzo, avvolgente, quasi d'altri tempi.
Avessi scritto la mia lettera per te da questa stanza avrebbe avuto un altro sapore. Un altro finale.
L'avessi scritta poggiando il foglio color crema sul basso tavolo in cristallo violentato dal sole avrebbe saputo meno di speranza, per nulla di sogno.
Ma l'ho scritta a due centimentri da una pesante tenda. A milioni di chilometri da questa stanza. Con la sola luce di una lampada.
Una luce che appiattiva tutto. Il bianco della tenda. Il panna delle mie calze e la mia pelle. I miei pensieri.
E' stato sbagliato tutto. O forse un giorno ci accorgeremo che quel che è sembrato uno sbaglio ci ha riportati sul giusto binario. Tu il tuo. Io il mio. Due binari che mai più s'incontreranno.
Ti amai? Non lo so nemmeno io, ma credo di no.
Quando si crede di amare si è spesso in balìa della passione.
Quando si crede di non amare più perchè l'ardore si spegne ci si guarda allo specchio e si è costretti a guardare dentro di noi e capire cos'è rimasto.
L'amore è il tanto che resta. E' il non riuscire a vedersi in un altro letto. E' il non riuscire nemmeno a pensare di rientrare la sera in un'altra casa.
No. Non ti amai perchè non potei amarti. Amavo già anche se avevo perso il metro di misura per capirlo.
Il rosso ardore offusca i sensi e ci trascina lontani. E si perde di vista ciò che è importante. Come quando si sta fotografando un particolare e si sbaglia la messa a fuoco. Il particolare viene offuscato ed i contorni nitidi.
E invece ti scrissi "Ti amo". E rovinai tutto. Senza un motivo.
Ora è troppo tardi per una rettifica. Troppo tardi per me e forse troppo presto per te.
Abbasso la penna. Piego in tre il foglio color crema e lo ripongo nel cassetto dei miei ormai. Nella culla dei miei ricordi. Nel cimitero dei post scriptum mai spediti. Dei post scriptum inviati al mittente.
(RemedioS)
La prima volta che
ti vidi non guardai
da allora non t'amai
(Le cose che pensano - Lucio Battisti)

Foto: Veronica Pisica
Le luci della città.
Sono loro a rapirmi.
Sono loro a portarmi via.
So che mi tradiranno.
Lo fanno sempre.
Ma non posso farne a meno.
Lascio il tuo letto. Il nostro letto.
Lascio le lenzuola del colore del mio profumo.
Dell'odore delle mie parole.
Del sapore dei miei sguardi.
Lascio te avvolto nel bozzolo setoso delle mie carezze.
Lascio me raggomitolata nel palmo aperto delle tue speranze.
RemedioS
If I could stay...Then the night would give you up
(U2)
Foto: Marie Sweet

Tanto tempo sembra avere davanti.
Forse perchè c'è tanto mare di fronte a lei.
O perchè la menta è di un verde infinito.
O perchè la cannuccia la rende infinita.
Mi piace il verde. Ma di più il blu.
No, non è vero. Mi piace il verde e il blu.
Ancor di più mi piace l'idea di scappare verso il verde ed il blu di uno dei mari più belli al mondo.
Penso e ripenso.
Poi leggo due righe scritte da Daniel Pennac: "Continuarono la loro colazione in educato silenzio, intingendo i loro croissant, alla francese, ma senza il minimo rumore di risucchio, all'inglese."
Che senso ha? Amo immergere i croissant francesi nel latte tedesco sporco di caffè italiano. Ma odio l'affettata educazione degli inglesi. Quindi il risucchio lo tengo e continuo a preferire tutto ciò che non è Inghilterra. Sicuramente mi sto perdendo molto. Londra, la Cornovaglia, Stonhenge, Canterbury, Dover. ma chissà perchè godo nel girarci attorno. Qualche anno fa mi venne quasi l'idea... poi andai in Irlanda e la titubanza divenne certezza.
E poi ora ho altro da fare. La Sardegna è lì che mi aspetta. Bella, fiera e pronta al mio risucchio di brezza e di vita.
Foto: Victor Stoyanov

Nove maggio millenovecentosettantotto.
Nove anni di leggera spensieratezza.
Nove anni di mamma, papà, fratelli, scuola e vacanze estive in campagna.
Quella campagna romana che un grande uomo amava forse più di me.
Eppure qualcuno l'ha preso e l'ha riconsegnato senza vita.
Qualcuno che credeva che fosse troppo grande per poter solo pensare di essere alla sua altezza.
E la mia Roma di quei due mesi. Controlli, perquisizioni, targhe alterne.
La mia Roma di quegli ultimi anni. Dai milioni di colori sfumati e resi quasi invisibili dal bianco potere e dal rossonero contropotere.
Nove maggio millenovecentosettantotto.
Un ragazzo torna a casa dopo aver parlato per l'ultima volta alla sua Radio.
Un ragazzo come ce ne sono pochi. Con coraggio da vendere. Un eroe di quelli che sarebbe meglio non aver bisogno.
E invece dopo trent'anni ancora ne abbiamo bisogno.
Quanti di noi si rifiuterebbero di fare quei cento passi?
Oggi è un giorno di ricordi amari per me. Ma è anche un giorno in cui posso affermare con certezza che la morte non è uguale per tutti.
Il codardo muore e raggiunge l'oblìo. L'eroe muore, ma ci lascia la speranza e quel ricordo che non svanirà mai.
(RemedioS)
Ci sono quelli che trovano che la morte sia la vita (Daniel Pennac da "La fata carabina")
Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi (Aldo Moro)
La mafia è una montagna di merda (Peppino Impastato)
Foto: Camilo Margelì

Ti ho incontrato.
Eppure non eri lì.
Forse non ci sei mai stato.
Sono tornata a casa e ti ho visto dentro i miei occhi. Riflessi allo specchio.
Lo specchio della mia anima non sono i miei occhi.
Lo specchio della mia anima sono le mie iridi dipinte di te.
Lo specchio della mia anima sono le sfumature cioccolato fondente dei tuoi capelli.
Lo specchio della mia anima sono le tue dita che seguono la linea concava della mia schiena inerme.
Tu avrai anche venduto il mondo. Ma non venderai me.
Quel che non si compra non si può vendere.
Non lo si può nemmeno barattare con mani erose dal vento di passioni passeggere.
No. Non venderai me. Io sono morta sola, molto molto tempo fa.
Ma so che cercherai di recuperare i tuoi pensieri persi negli incroci sottili dei miei capelli.
RemedioS
We must have died alone, a long long time ago
Who knows? not me
We never lost control
You're face to face
With the Man who Sold the World
The Man Who Sold The World di David Bowie interpretata da Kurt Cobain
boomp3.comFoto: Shaun Rautenbach

Silenzio.
Solo silenzio. Senza nessuna sorpresa.
A volte è meglio così. Sfoglio foto come un cane da tartufo annusa la terra in cerca del suo oro nero.
Adoro le foto. Quelle scattate da me ormai son logore. Quelle scattate a me le ho tutte davanti agli occhi.
E allora ne cerco di nuove. Clicco su ogni miniatura che attira la mia attenzione. Poi apro il mondo del fotografo che scuote la mia apatia.
Ed ogni pagina che si apre si spalanca un mondo nuovo davanti ai miei occhi.
Spagnolo, poi giapponese, poi del cosmopolita che ha scattato foto anche alla mia città. Alla non solo mia caput mundi. E finestra dopo finestra arrivo in Norvegia.
Non ci sono mai stata, anche se ci sono andata molto vicina. Ma so che ci andrò. Quest'anno no, ma il prossimo forse.
Per ora mi accontento di guardarla con gli occhi di chi ha saputo coglierne l'estrema bellezza.
Per ora mi sciolgo nel guardare quel rosso "più rosso del rosso" che si specchia nell'acqua limpida e gelida di un inverno forse troppo freddo e troppo lungo, ma certo piacevolmente silenzioso. Di quel silenzio che non logora. Di quel silenzio che crea pensieri caldi, languidi, teneri e passionali.
Quel tipo di silenzio che le note che sto ascoltando non diradano. Quel tipo di silenzio che le note che sto ascoltando accompagnano. Rispettose e lievemente timorose. Note più silenziose del silenzio stesso.
Quel tipo di silenzio che nel nostro paese è in via d'estinzione. Quello che io cerco, bramo e a volte riesco ad agguantare.
E' il rosso "più rosso del rosso" che manca ormai da troppo tempo da noi.
Quel rosso che spero torni a scaldare le nostre coscienze prima che un rosso stonato prenda il sopravvento. Prima che un rosso cangiante decida di sparare ancora.
(RemedioS)
No alarms and no surprises
Silent, silent
(Radiohead)
Is a redder than red
(The Clash)
Foto: Lennart. K.V. Bardal

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Accendo un'altra sigaretta. RemediosS [26/10/2005] ...
Foto: Pavel Krukov
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"Papà, perchè mi porti sempre qui?"
"Perchè si vede il mare"
"E ti piace?"
"Mi piaceva, amore"
"Ed allora perchè ci veniamo ancora se non ti piace più?"
"Perchè è ancora la foto più bella che i miei occhi possano scattare a questo mondo"
"Dimmi quanto bella"
"Bella abbastanza da fermare per un attimo i miei pensieri. Da dimenticare quanto si sta male ormai al mondo"
"Ma stai male solo tu o anche gli altri?"
"Stanno male in molti. Ma la maggior parte di questi non può fare nulla per cambiare le cose"
"E gli altri? Voglio dire... chi ne avrebbe la possibilità?"
"Gli altri... forse non stanno tanto male. O almeno lo sperano"

Il viaggio può sembrare breve.
Forse lo è per chi ha deciso di seguirmi.
Per me non lo è stato. Il viaggio è durato molti pensieri. Molti passi. Forse troppi rinvii.
Amo scrivere. Da sempre. Così come amo leggere, viaggiare e amare.
Anzi. Scrivere è un pò tutte queste cose insieme.
Ed è per questo che sono qui. Diversa da ieri. Diversa da sempre.
Con un Amore in più nella mia vita. Con le stesse passioni di prima.
Ho impiegato molto tempo per riappropriarmi dei miei desideri. Ma ora li vedo prender forma davanti a me. Dentro di me.
Troppe giornate senza guardarmi allo specchio. Troppo tempo senza me stessa ed i miei sogni.
Rivoglio indietro le mie calze nere. Le mie gonne che lasciano scoperte le gambe. Il mio lucidalabbra trasparente.
Voglio uscire per il gusto di farlo e sorridere nuovamente agli sguardi sconosciuti e furtivi.
La mia nuova casa mi piace. Il verde mi piace. Il mare ed il cielo ancora di più.
Ed allora cominciamo questo nuovo viaggio. Io son qua, pronta a partire. Come sempre. Più di sempre.
